Comune di Lusia

Autorità e studenti ricordano il Bombardamento del 20 aprile 1945

Pubblicata il 20/04/2018

Oggi si sono fermati gli studenti delle scuole di Lusia. Ma quel giorno si fermò l’intero paese. Una giornata limpida, con il sole e cielo terso, come quello di oggi. Anche troppo bello. La guerra stava per finire, la “liberazione” sarebbe stata tra pochi giorni di quell’anno 1945 e la gente era a lavoro nei campi. Poi tutto fu inghiottito da un violento bombardamento, come ha spiegato lo storico Luigi Contegiacomo ai ragazzi delle scuole. Trentotto aerei con cinque grosse bombe ciascuno, tutto per demolire un vecchio ponte di legno. Assurdo. Perché qualcuno aveva passato agli alleati informazioni sbagliate. Pensavano ci fosse un ponte di cemento armato. Dovevano chiudere le vie di fuga ai soldati tedeschi, già sconfitti, in ritirata. Doveva essere uno di quelli attacchi che vengono definiti chirurgici. Gli attacchi chirurgici però non esistono ed il risultato di tanta violenza fu una tragedia immane quanto inutile. Settantaquattro furono le vittime. Vengono definiti “morti collaterali” come ha detto Contegiacomo. Morti veri però, persone con una loro vita da vivere, con la speranza di un futuro migliore per se stessi e per i propri figli. Gente che si stava per lasciare alle spalle cinque anni di guerra e di sofferenza. I loro nomi sono stati ricordati anche oggi, al suono della campana, al Parco per le rimembranze dove è rimasto un pezzo di campanile. Lasciato lì a testimonianza di quanto successo. Distrutto come la chiesa ed il bellissimo palazzo dei Morosini, di cui è rimasta in piedi una torre. Distrutto come mezzo paese. A ricordare quanto accaduto il sindaco di Lusia Luca Prando ed il sindaco di Barbona Francesco Peotta e poi il Vicesindaco Michele Bassani, l’assessore Lorella Battistella il comandante dei Carabinieri di Rovigo Salvatore Gibilisco, il comandante della stazione dei Carabinieri di Lendinara, Lorenzo Maggio, Francesca Fornari Presidente del Comitato XX Aprile ed ancora i rappresentanti della Associazioni dei Combattenti e reduci. Il parroco di Lusia, don Fabio Bolognesi ha benedetto la corona di alloro, deposta ai piedi del vecchio campanile diventato un monumento alla memoria. Partecipe e sempre collaboratore nelle attività dell’amministrazione comunale, il presidente di Banca Adria, Giovanni Vianello. Gli studenti hanno ricordato la tragedia con suonando brani musicali, recitando poesie e riflessioni, scritte da loro. Per non dimenticare quanto accaduto, perché ciò non si ripeta più e invece in molte parti del mondo continua a succedere.

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